Crossdresser: cosa significa e perchè ci si traveste

Crossdresser

C’era un tempo, assai remoto, in cui gli abiti svolgevano la sola funzione di proteggere il corpo dalle intemperie.

I nostri antenati utilizzavano infatti semplici copricapi di fortuna per ripararsi.

Ma l’evoluzione è insita nell’uomo, così come il suo estro creativo, la sua curiosità, la sua voglia di fare.

Ed è così che per millenni, diverse culture si sono susseguite lasciando un’impronta del loro passaggio attraverso la musica, il teatro e l’abbigliamento.

Tuttavia, quest’ultimo, soprattutto al giorno d’oggi, è diventato un mezzo per esprimere il proprio essere e le proprie emozioni, in quanto permette di giocare liberamente con i colori, con differenti tipologie di capi, ma anche con accessori, make-up e acconciature.

Il risultato è uno stile, più o meno personalizzato, che cambia a proprio piacimento in base alle sensazioni provate in una giornata o in una specifica fase della vita.

E non parliamo solo di abiti maschili indossati da uomini o di vestiti femminili portati dalle donne, ma anche di crossdressing ovvero l’atto di vestirsi con abiti del sesso opposto.

Questa pratica, che può essere attuata in pubblico come nel privato, si sta facendo sempre più spazio nella società.

Crossdress significato

Il crossdressing viene definito come “L’abitudine di vestirsi e comportarsi come se si appartenesse al genere sessuale opposto al proprio”.

crossdresser sono, dunque, quegli individui che indossano gli abiti maschili, se donne, o abiti femminili, se uomini.

In realtà, al giorno d’oggi non è neanche così semplice parlare di crossdressing per il fatto che il concetto di genere è diventato sempre più fluido e l’abbigliamento unisex ha preso sempre più piede.

Le stesse uniformi o divise di mestieri un tempo considerati appannaggio maschile oggi vengono comunemente indossate anche dalle donne.

In buona sostanza, possiamo dunque affermare che il termine di ricerca “crossdress significato” sta ad indicare o fa riferimento all’abitudine di vestirsi e comportarsi come se si appartenesse al genere sessuale opposto al proprio.

Crossdressing e travestitismo sono la stessa cosa?

Il termine crossdressing viene spesso confuso con quello di travestitismo, ma in realtà le due parole non sono sinonimi.

Il travestitismo, infatti, è sempre stato associato all’omosessualità – si parla fa riferimento a tali persone con il termine, talvolta dispregiativo, di travestito – e alla transessualità – dunque a un orientamento sessuale e a un’identità di genere.

Crossdressing è, invece, un termine neutro, che non si carica di connotazioni sessuali e che, anche nei casi in cui oggi venga praticato come feticismo sessuale, viene di solito messo in atto dagli eterosessuali. 

Crossdressing: una storia antica quanto l’uomo

Il crossdressing non è di certo una novità: viene infatti praticato da sempre, al punto che viene citato nella stessa Bibbia.

Purtroppo ancora oggi viene percepito, a livello sociale, con uno stigma negativo, come se si trattasse di un disturbo.

In realtà, dal punto di vista psicologico, il crossdressing non è mai stato catalogato come tale.

Crossdresser: oggi chi sono

Quando si parla di crossdressing vengono subito in mente le drag queen o i drag king, che sono, rispettivamente gli uomini che si vestono da donna e le donne che si vestono da uomini.

Oggi per le donne è abbastanza normale indossare abiti considerati “da uomo”, ma bisogna ricordare che per secoli il teatro è stata una prerogativa maschile – gli uomini interpretavano anche le parti femminili – e che in molte culture ancora oggi le donne non possono indossare i pantaloni.

Perché il crossdresser si traveste?

Il crossdressing non si limita soltanto a un’attività o a una professione: sono infatti tante le persone che si travestono per piacere personale, ludico, sessuale e non.

Ci sono poi motivazioni ben più serie alla base di questa pratica: in molti Paesi, per giornalisti e militari (soprattutto donne) il crossdressing diventa una copertura, un modo per passare inosservate e difendersi da situazioni ancora fortemente retrograde.

Crossdresser in pubblico

Molte crossdresser o crossdress, non disdegnano di passare un pomeriggio o una serata en femme.

Questa espressione, ossia en femme viene utilizzata nella comunità transgender, solitamente da crossdresser maschi, per descrivere la loro abitudine di vestirsi con abiti femminili.

Il termine en femme, potrebbe inoltre esprimere una personalità stereotipicamente femminile.

Questa parola deriva dal francese, e significa letteralmente come una donna.

E proprio al pari di una donna biologica, qualsiasi crossdresser presta attenzione al proprio look, il quale spazia dalla cura del proprio trucco, fino alla scelta dei collant adatti.

La maggior parte dei crossdresser utilizza poi un nome femminile.

Piccola curiosità: EnFemme è stato anche il nome di una rivista per crossdresser, la quale è stata pubblicata tra il 1987 e il 1991.

Forum crossdresser e forum trav

Purtroppo in Italia, il fenomeno crossdress seppur abbastanza diffuso, non ha i numeri degli USA.

Infatti, in Italia, si stima vi siano solo 260 ricerche al mese per l’argomento “crossdresser forum“, a fronte di una media mondiale pari ad 8100; parliamo quindi del 3,21% del totale.

I siti – non di annunci – a tema crossdressing si contano sulle dita di una mano.

Probabilmente, questi numeri spiccioli derivano anche dal fatto che la parola trav ha soppiantato quella più elegante di crossdresser.

Infatti, alla voce “forum trav“, rispondono ben 40500 ricerche mensili, solo nel nostro paese; pertanto è facile immaginare quanto un uomo travesitito da donna, riscuota in un certo senso, molto appeal.

Crossdresser famosi nella realtà o nel cinema

Pensando ai casi più eclatanti di crossdressing che ci sono passati davanti agli occhi senza che ce ne rendessimo praticamente conto, il primo pensiero va a Lady Oscar, quella che siccome suo padre voleva voleva un maschietto ma ahimè… è stata obbligata fin da bambina a indossare abiti da uomo.

Anche la protagonista del manga La principessa Zaffiro, che è nata con un animo metà maschile e metà femminile, si comporta (e si veste anche) come se fosse un uomo.

Al cinema, troviamo esempi di crossdressing nei film A qualcuno piace caldo, A letto con il nemico (con protagonista Julia Roberts) e Hairspray – Grasso è bello, in cui John Travolta, per recitare la parte di Edna Turnblad, si è travestito da donna e ha dovuto pure indossare una pancera da cento chili.